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La rivoluzione dell’informazione ai tempi dei social

comunicazione social

COMUNICAZIONE SOCIAL

Negli ultimi vent’anni si è verificato un vero e proprio cambio di paradigma dell’informazione e, probabilmente, mai avremmo potuto pensare, almeno fino alla fine dello secolo scorso, che quest’ultima avrebbe modificato così drasticamente la propria natura. Più in generale, non sarebbe scorretto sostenere che il cambiamento epocale ha segnato tutto il mondo della comunicazione.

I primi attori del nuovo mondo, per così dire, sono senz’altro i social network. Considerando la copertura, che cresce ininterrottamente da quasi quindici anni, era inevitabile che anche i canali di informazione subissero un decisivo mutamento.

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Social network e informazione

Le informazioni, oltre a essere veicolate attraverso i canali classici, quali giornali, tv e radio, lo sono anche, e sempre più in misura maggiore, attraverso i social network. La comunicazione social è estremamente veloce nel fornire contenuti informativi al lettore o all’ascoltatore, contenuti che lo mettano in grado di conoscere ciò che sta accadendo intorno a lui, con tempistiche ridotte in modo rilevante.

I social media, infatti, offrono una vera e propria finestra immediata sul mondo e su ciò che succede, a differenza della stampa classica e del giornalismo radiofonico e televisivo, che sono influenzati, per tutta una serie di ovvie ragioni, da uno scarto temporale maggiore tra la notizia in sé e la sua diffusione. Sembra quasi che la notizia, nel caso sei social network, non venga “mediata”, tanto è vicina, in termini di tempo, al fatto che riporta.

La storia – in questo caso la storia della comunicazione – è segnata da eventi che ne determinano il corso. Così come giornali e radio, e più tardi la televisione, segnarono una svolta epocale, allo stesso modo l’avvento di Internet ha dato avvio a una vera e propria rivoluzione dell’informazione. Di fatto, il web ha portato un cambiamento radicale nelle dinamiche della comunicazione, nel bene e nel male, andando a costituire la principale fonte da cui attingere il più velocemente possibile alle informazioni. In sostanza, è un accesso privilegiato sul mondo, senza scarti temporali.

All’interno di questo nuovo paradigma, i social media rappresentano lo stadio successivo nell’evoluzione della comunicazione. Non si tratta solo di diminuire l’intervallo fra ciò che accade e il contenuto che ne informa, ma anche di offrire al navigatore digitale un’istantanea del mondo esterno, molte volte senza che ci sia un’effettiva ricerca mirata.

Il modello reticolare dell’informazione

Un aspetto molto interessante di questa svolta comunicativa è che, con l’incremento esponenziale della visibilità mediatica, si è creato un vero e proprio modello reticolare dell’informazione.

Fino all’avvento di internet e dei social, l’informazione veniva trasmessa dai media e recepita dal pubblico, in modo “verticale”. In sostanza, solo i canali di comunicazione veicolavano le informazioni. Oggi ci troviamo di fronte a un approccio “orizzontale”, vale a dire che, oltre che dai media tradizionali, le informazioni vengono veicolate dai social media. Giungendo al pubblico in quest’ultimo modo, è nata la possibilità di interagire con l’informazione, di condividerla, oppure criticarla, ma anche di cercare altre informazioni che corroborino o contraddicano la prima.

La relazione fra l’informazione e il lettore/ascoltatore è divenuta bilaterale. Da una parte i contenuti, passando dai social media, hanno acquisito una copertura inimmaginabile in termini di visibilità. Dall’altra, rimbalzando sui social media e tornando sui canali tradizionali, le informazioni raggiungono ancora più visibilità, come se si trattasse di un modello reticolare dell’informazione, per l’appunto.

La “volgarizzazione” dell’informazione

Un secondo aspetto che sarebbe interessante esaminare è quello della “volgarizzazione” dell’informazione., itensificatasi nella comunicazione social.

Nel recente passato erano poche le persone che decidevano cosa, come e quando scrivere. In sostanza, il giornalismo era un’attività di nicchia – e in parte lo è ancora. I lettori e gli ascoltatori ricevevano passivamente le informazione e le assimilavano, senza che fosse possibile alcun tipo di interazione, tranne le “chiacchiere da bar”.

Sarà invece sotto gli occhi di tutti il drastico cambiamento di oggi rispetto a quel mondo, perché, con l’avvento di blog, del citizen journalism, degli stessi social network, praticamente chiunque può esprimere la propria opinione, o mostrare la propria visione del mondo.  Tutti possono creare e condividere dei contenuti e, soprattutto, tutti possono criticare i contenuti altrui. Si innesca così il punto massimo della razionalità comunicativa, quella soggetta al vaglio continuo del senso critico. Tutto questo ovviamente in teoria, se i comportamenti delle persone fossero sempre virtuosi, finalizzati al dialogo costruttivo e alla ricerca della verità.

L’importanza di una comunicazione social professionale

Purtroppo, come ogni rivoluzione, anche quella dell’informazione ha causato danni collaterali, in particolar modo a livello sociale. È tuttavia opportuno ricordare che i social media sono strumenti e, in quanto tali, sono neutri. È compito nostro utilizzare le possibilità che offrono.

O meglio ancora, è compito delle agenzie specializzate elevare la comunicazione aziendale, adattandola a strategie ed esigenze definite all’interno degli obiettivi in relazione al mercato. In tal senso, spostando l’attenzione sul particolare, è opportuno sottolineare l’importanza di affidarsi a un team di professionisti quali siamo noi di QQubo. Il compito delle agenzie di marketing come la nostra è infatti proprio quello di fissare premesse e obiettivi, affinché sia possibile trovare la migliore strategia comunicativa per valorizzare l’immagine del brand.

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